Dopo aver letto il rapporto finale dell’ANSV sull’incidente Windjet di Punta Raisi del settembre 2010 (http://avherald.com/h?article=4315b792/0009&opt=0) non capisco come, subito dopo la revoca da parte di Enac del certificato di operatore aereo della compagnia, non sia stato chiuso a doppia mandata e sine die anche l’aeroporto:
“Thus tower provided a first estimate of the aircraft position only 5 minutes and 37 seconds after the activation of the “state of emergency”, at which point it became clear to emergency crews that an actual accident had happened”
Cinque minuti e mezzo per fornire indicazioni ai mezzi di emergenza per localizzare l’aereo! (e avevano ricevuto pure una telefonata immediatamente dopo l’urto da un pilota fuori servizio che era tra i passeggeri, che aveva indicato con buona approssimazione la posizione).
“the first emergency vehicles arrived at the aircraft only 22 minutes and 5 seconds after the ELT activated”
I soccorsi sono arrivati dopo 22 minuti dall’incidente, quando diversi passeggeri avevano già raggiunto a piedi la sala arrivi o l’hangar dei vigili del fuoco, ma soprattutto quando avrebbero trovato solo carboncini fumanti se la sfortuna avesse rubato qualche centimetro alla traiettoria dell’aereo.
Dopo quello che la nostra città ha vissuto con gli incidenti di Montagna Longa (1972) e Terrasini (1978), soprattutto dopo quest’ultimo in cui i soccorsi in mare furono catastrofici, non dovremmo tollerare la micidiale sciatteria che emerge dal rapporto.