
Si chiude una giornata intensa e piena di ricordi. Quaranta anni trascorsi sono una vita, eppure colpisce vedere come in tanti che quel giorno c’erano il dolore sia rimasto immutato anche se trasfigurato, e come la commozione emerga spontanea nel ricordo di un uomo giusto, sottratto crudelmente all’affetto della sua famiglia e alla stima di quanti vedevano in lui una guida per il riscatto civile della Sicilia e per l’avanzamento della democrazia nel nostro Paese.
Il sacrificio di Piersanti Mattarella parla alle nostre coscienze, ma arriva alle giovani generazioni che scontano oggi la forte battuta d’arresto, l’arretramento subito dal Paese per effetto di forze oscure nel modo di operare ma riconoscibili nell’intento di bloccare l’Italia e di impedire l’avanzamento e il progresso della nazione tramite la ricerca faticosa di nuovi equilibri politici e patti sociali che alcuni coraggiosi visionari faticosamente conducevano.
La ricerca della giustizia, e quindi della verità, non corrisponde a un’esigenza privata né tanto meno di parte, ma è condizione essenziale per una cittadinanza partecipe e matura: se non si comprendono le dinamiche e i presupposti di una stagione terribile di sangue che afflisse Palermo e condizionò la vita pubblica, in particolare, nei quindici anni dal 1978 al 1993, con effetti su scala nazionale, non si può apprezzare il valore inestimabile di vivere un ordinamento costituzionale come il nostro né prendere atto della fragilità delle sue istituzioni, se non sorrette da una consapevole e continua partecipazione per proteggerne il prezioso ruolo a difesa dei diritti e delle libertà di ciascuno.

Nonostante il tempo trascorso, quindi, speriamo e con convinzione crediamo nella possibilità di acclarare quanto avvenne in quella Epifania di sangue del 1980, ripartendo dalle intuizioni, dalle visioni lunghe e dall’intelligenza dei fatti, delle persone e dell’animo umano di tre persone diverse ma accomunate dalla capacità di vedere “oltre”: Leonardo Sciascia, il cardinale Salvatore Pappalardo, Giovanni Falcone.

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