Ricordo di Padre Giuseppe Savoca SJ

Nella tristezza per la scomparsa di una persona che ha dedicato la sua lunga e ricca vita ai giovani, e che penso con affetto, voglio ricordare alcuni aspetti di padre Savoca che ancora adesso, dopo quarant’anni, mi fanno sorridere ed evocano lo spirito scanzonato di anni ormai troppo lontani…

Come i gonzaghini più anziani ricorderanno, padre Savoca era stato, tra le altre tante cose, il fondatore, direi il manager, di un vero luogo di perdizione operante all’interno dell’Istituto Gonzaga di Palermo sotto il nome di copertura di “Sala Cidros”.

Per chi l’avesse dimenticato, Cidros era l’acronimo di “Cor Iesu domine rex omnes salva”, ma dietro questa edificante copertura si nascondeva un giardino delle delizie accessibile ad alcuni eletti durante le ore di ricreazione o di doposcuola, che comprendeva una batteria di flipper elettromeccanici, i primi giochi di tipo “arcade” e poi tavoli da biliardo con e senza riscaldamento su cui si giocava a carambola o boccette.

Nel 1975, per iniziativa di alcuni volenterosi, venne fondato il gruppo sportivo, il mitico G.S. Gonzaga artefice di tanti successi con la squadra di basket e con quella di pallamano che, sotto la guida di Zdenek Zeman (per tutti Sdenko), allenatore e capitano giocatore, arrivò in serie A.

Il GS aveva sede in pochi metri quadri ricavati tramezzando con compensato proprio la sala Cidros, tra le lamentele del buon Savoca, che aveva visto ridotto lo spazio ludico.

I locali erano comunque alquanto precari, con illuminazione incerta, senza riscaldamento e un paio di stufe elettriche collegate alle prese a parete.

Ricordo i pomeriggi d’inverno passati in quei pochi metri con Roberto Lagalla, Roberto Liotta e Lucio Vella a battere a macchina calendari dei campionati, referti arbitrali e altra burocrazia sportiva. A questi compiti a un certo punto si aggiunse una velleitaria iniziativa editoriale promossa da Padre Spanò, non ancora noto come “padre Spacchiò”, che comportava la redazione di pezzi da mandare al ciclostile.

Ora accadeva che, nel mezzo del lavoro, ci fossero degli improvvisi black-out elettrici che però lasciavano del tutto imperturbabili i presenti (tranne me), che continuavano in qualche modo, nella penombra, a lavorare. Io stavo in silenzio aspettandomi una qualche reazione, che però non arrivava, finché la voce tonante di Roberto Lagalla non squarciava il silenzio con l’urlo “Papà!”, ripetuto e accompagnato da robusti colpi con il palmo delle mani sulla retrostante parete di compensato.

Dopo pochi secondi si sentivano dei passi accompagnati da qualche borbottio, un rumore di scatto e la luce magicamente riappariva. All’inizio non osai fare domande, confortato dall’aria di assoluta naturalezza con cui si affrontavano quei momenti di disagio e si risolvevano quei piccoli inconvenienti.

Poi una volta presi coraggio e chiesi al futuro Magnifico (Rettore dell’Università di Palermo negli anni 2000, ndr): ma cosa succede e perché gridi in quel modo dando quelle manate sulla parete?

La sua spiegazione fu esilarante: si trattava dei flipper anni ’50 di Padre Savoca, nella attigua “Cidros”, che avevano il meccanismo anti-inclinazione (tilt) con il pendolo conduttore inserito all’interno di un anello di rame collegato elettricamente a terra.

Finché non si usavano gli interruttori differenziali, tutto filava liscio. Ma poi, con la diffusione di pur primordiali misure di sicurezza, a ogni “tilt” si verificava una dispersione di corrente verso terra che causava l’apertura dell’interruttore generale della sala Cidros.

Ovviamente padre Savoca, molto vigile, si accorgeva dell’accaduto, ma qualche volta, magari per qualche impegno, non era lesto a “riattaccare”, e allora ecco il nostro sollecito con quelle delicate invocazioni che, più che gesti di scortesia, erano invece un segno di affetto per una persona, un gesuita, che aveva accompagnato con garbo e generosità la crescita di tanti ragazzi in quel luogo sospeso e magico che era l’Istituto Gonzaga in quegli anni, per altri versi bui e tragici, della nostra meglio gioventù.

Riposa in pace, Padre Savoca, ti ricorderemo sempre per la tua bontà e per quello che hai dato agli altri in tutta la tua vita illuminata dalla luce di Cristo.

(ripubblico su segnalazione di Facebook, a un anno dalla scomparsa di Padre Giuseppe Savoca SJ)

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