«Io penso che scandalizzare sia un diritto, essere scandalizzati un piacere e chi rifiuta il piacere di essere scandalizzato è un moralista» (Pier Paolo Pasolini, 31 ottobre 1975)
Penso al rapporto di Pasolini con il calendario, con le stagioni, al suo riferirsi al mese di maggio, come nell’incipit de Le ceneri di Gramsci, o al sogno di un “futuro aprile” da vivere, lui “feto adulto”, solo con sua madre Susanna… Quanto ci manca PPP… “Non è di maggio questa impura ariache il buio…