Il 30 settembre 1986 per la prima volta mettevo piede in un’aula parlamentare, nella tribuna dei visitatori della Camera dei Deputati, per seguire de visu le risposte alle numerose interrogazioni che sarebbero state fornite dal Sottosegretario alla Presidenza del consiglio, onorevole Giuliano Amato, sul disastro aereo che il 27 giugno 1980 portò alla perdita del DC9 I-TIGI della compagnia Itavia e alla morte delle 81 persone a bordo.
Ricordo che mi colpirono alcune parti della relazione di Amato, e pensai che fosse stato aiutato da persone molto esperte e che il suo intervento fornisse, seppure in modo criptico, alcune indicazioni che, se intenzionali, portavano verso una specifica provenienza e attribuzione di responsabilità del disastro.
Mi colpisce ancora di più, retroattivamente, il tenore degli interventi, indice di una volontà di capire e di un livello di preparazione alla politica, indipendentemente dai gruppi parlamentari e dai partiti di appartenenza: tra questi, spiccava per lucidità e acume Stefano Rodotà, con cui anni dopo ebbi modo di discutere ripetutamente sul tema.
Per chi avesse voglia, sulla scorta della riattualizzazione del “caso Ustica”, segnalo il link pubblicato oggi da Stragi80.it con il resoconto stenografico di quella seduta, a partire dall’intervento di Giuliano Amato.



