Da stamattina tra le 9,15 sono alle prese con una vicenda puramente burocratica che, se avessi tempo da perdere, forse mi appassionerebbe al punto da desiderarne il prolungamento: mi sembra di essere in un film di Nanni Loy o di De Crescenzo.
Amministrazioni coinvolte, in ordine di apparizione:
Luftfahrt-Bundesamt (LBA), autorità aeronautica della Repubblica Federale di Germania (ovviamente efficientissima, un po’ rigida ma abbastanza chiara nelle istruzioni), interazione online.
Ministero dell’interno – ANPR (Anagrafe nazionale della popolazione residente), efficacissimi i servizi online, con qualche pecca banalmente risolvibile ma che è all’origine della vicenda burocratica odierna: i certificati anagrafici in tedesco vengono rilasciati soltanto ai residenti in Trentino-Alto Adige (basterebbe un clic per consentirne l’emissione a chiunque, come opzione) mentre i certificati “multilingue” sono previsti per il solo stato civile e non per l’anagrafe, e vanno richiesti (ed emessi) in forma cartacea andando fisicamente in uno “sportello”.
Comune di Roma, Municipio II, Servizi anagrafici, via Goito 35: qui si entra in zona “Nanni Loy/De Crescenzo”, a tratti anche su “Scherzi a parte”. Ci vorrebbe più tempo per descrivere, ma lo farò stasera perché vale la pena. Massima simpatia per il personale generosamente impegnato, ma l’effetto Nanni Loy nasce lì.
Numeretto cartaceo all’ingresso consegnato brevi manu da un usciere seduto in un “gabbiotto” minuscolo che a Roma si vede solo in strada con dentro quelli che vendono i biglietti delle lotterie. Gentilissimo, preparatissimo su tutta la modulistica e capace di “work-around” per risolvere problemi procedurali. Un URP vivente, peccato tenerlo nel gabbiotto.
Mi propone un certificato di stato di famiglia in bollo (che forse – dico forse – è ottenibile in “multilingue”) , ma io ho già quello di residenza esente da bollo ai sensi del CAD fino al 31.12.2022, non perché sia in uno stato da chiedere l’esenzione. E poi questa cosa non mi convince, che c’entra la mia famiglia?
C’è comunque un problema: il POS per pagare il bollo è guasto, hanno chiamato una ditta. Anzi, no, non è più guasto, lo sportello è riaperto perché c’è un amico che ha portato un suo POS e “abbiamo pensato a tutto noi, non si preoccupi”. Io mi preoccupo si, chi è lui, l’amico? Non voglio fare pagamenti a sconosciuti!”
Per farla breve, giro i tacchi e lascio l’ufficio.
Riparto da quello che ho già in mano: certificato di residenza online in italiano, che tradurrò in inglese (o tedesco, facendomi aiutare) e farò asseverare giurando in Tribunale recandomi all’apposito ufficio…
Spostiamoci al Tribunale di Roma, Ufficio Asseveramento Perizie e Traduzioni.
Funzionaria molto gentile che cerca di aiutare per prenotare (siamo pur sempre ancora in era Covid), primo turno utile: 19 maggio. Va bene, prenotato.
Qui però abbandoniamo la commedia italiana-napoletana ed entriamo pienamente in Kafka. Pura poesia. Vado con ordine.
“Lei chi è?”
“un cittadino, italiano per inciso, che ha bisogno di asseverare una traduzione”
“se ci sono minori è gratis”
“grazie, ma non ci sono minori”. Aggiungo “ci sono solo io che non sono minore”
“Ma lei è iscritto all’albo?”
“Quale albo?”
“Quello dei traduttori!”
“No, è essenziale?”
“No” (ma allora perché me lo chiede?…)
“Mi dispiace, ma c’è posto solo il 19, farei di tutto per trovarglielo prima nella sua situazione”
“Quale situazione?”
“Non mi ha detto carichi pendenti?”
“Chi ha parlato di carichi pendenti? Io ho detto che devo tradurre un certificato… ma è di residenza”
“Ah, allora non ci sono problemi, va bene. Ma Il certificato a chi si riferisce”
“A me”
“E chi lo traduce”
“Io”
“Non può essere lei il traduttore! No-no-no, c’è conflitto di interessi!”
“Quale conflitto?!”
“Lei non può tradurre un documento che si riferisce a lei”
“Ma chi lo dice?”
“La Legge!”
“Quale legge?”
“La legge su… Quella per cui…”
(nel frattempo trovo il modulo, sempre “apposito”, sul sito del Tribunale di Roma, Ufficio Asseveramento Perizie e Traduzioni, in cui lavora l’interlocutrice)
“Ma nelle istruzioni per l’asseveramento e il giuramento c’è scritto diversamente”
“Dove le ha trovate?”
“Sul vostro sito”
“Quale sito?”
“Quello del suo ufficio, del Tribunale di Roma”
“Noi non vediamo il sito, scusi, non ci capisco molto di computer…”
“Non si preoccupi, glielo dico io, se vuole le detto l’indirizzo e magari con il telefono riesce a leggerlo”
“Aspetti chiamo il collega”
(arriva il collega “esperto”)
“Lei non può giurare la traduzione di un testo che si riferisce a lei!”
“Ma sul vostro sito c’è scritto esattamente l’opposto!”
“Si, ma poi non gliela accettano!”
“Chi non la accetterebbe?”
“La circoscrizione!”
“E che c’entra la circoscrizione?”
“Perché lei lo deve presentare alla circoscrizione!”
“Perché dovrei presentare alla circoscrizione un documento che io devo invece presentare a una pubblica amministrazione straniera, tedesca?”
“Ah, se non c’entra la circoscrizione allora può fare quello che vuole”
“Benissimo, la ringrazio. Ci vediamo il 19 allora”
“Venga con il traduttore”
“Ma sono io stesso, quindi vengo da solo”
“Sarebbe meglio che ci fosse un altro: non ha un figlio, un figlia, un amico che la possano accompagnare?”
(a prescindere dalla disponibilità dei ragazzi, quasi nulla, perché mai dovrei fare perder loro tempo inutile?)
“Guardi, abbiamo appena finito di comprendere insieme che posso tradurre e giurare da solo”
“Si, ha ragione, ma sa, poi chi è che si prende la responsabilità?”
“Responsabilità di che? Quale è la sua responsabilità quale pubblico ufficiale in questo procedimento?”
“Ah, noi attestiamo soltanto che lei ha prestato giuramento, l’Ufficio non si assume alcuna responsabilità per quanto riguarda il contenuto e la
regolarità formale del documento tradotto!”
“Benissimo, quindi la sua responsabilità è solo di identificarmi e di darne atto, non vedo come rilevi che il documento tradotto sia riferito a Tizio o a Caio, lei potrebbe anche non leggerlo!” (mi sono trattenuto dal dire “potrebbe anche non saperlo leggere”…)
“Guardi, ho da fare”
“Anch’io, la ringrazio. Ci vediamo il 19”
“Il 19, arrivederla”
W l’Italia digitale!
P.S.: non è cambiato molto da questo episodio con Paolo Nuti e Angelo pellegrino in “A Ovest di Paperino” di https://youtu.be/_Hr89Nw1fe4?si=VHgWGwX8pRZJk8Oj&t=41
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