{"id":152,"date":"2026-10-12T22:03:43","date_gmt":"2026-10-12T22:03:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.scunzajocu.it\/?p=152"},"modified":"2026-10-12T22:03:43","modified_gmt":"2026-10-12T22:03:43","slug":"populismi-impopolari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.scunzajocu.it\/?p=152","title":{"rendered":"Populismi impopolari"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-post-date\"><time datetime=\"2018-07-25T22:01:00\">July 25, 2018<\/time><\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contro le semplificazioni non sempre disinteressate, contro le mistificazioni, contro l&#8217;ignoranza della storia &#8211; in generale &#8211; e della storia della Repubblica &#8211; in particolare-, contro l&#8217;involuzione realmente antipopolare dei nuovi ma gi\u00e0 vecchi ideologi della &#8220;democrazia diretta&#8221;, occorre rifondare una concezione e conoscenza della politica che riparta dai fondamentali, dagli insegnamenti di Voltaire, Montesquieu, Gramsci, Sturzo, Spinelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso ripubblico qui una lunga lettera di Ugo Sposetti ai Presidenti delle due Camere che ho trovato oggi sul diario Facebook di amici e che a mio avviso merita di essere letta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono secondo me dieci minuti ben spesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Al Presidente del Senato della Repubblica<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Al Presidente della Camera dei Deputati<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">On. Roberto Fico<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carissima Presidente, carissimo Presidente,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">la lettura dell\u2019Agenzia Ansa del 28 giugno 2018, ore 14,29: \u201cI vitalizi non sono diritti acquisiti, ma privilegi rubati. I privilegi rubati non possono esistere nel nostro governo. Lo scrive su Twitter il Ministro del Lavoro e capo politico del M5S, Luigi Di Maio\u201d, ha prodotto in me molto sconcerto e tanta amarezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per giorni ho sperato ingenuamente che ci fosse qualche commento di autorevoli intellettuali o esponenti politici che cercassero di difendere l\u2019impegno politico, l\u2019attivit\u00e0 parlamentare svolta in Italia da decine di migliaia di donne e uomini. Perch\u00e9 questa incontenibile voglia di delegittimare che porta soltanto alla perdita dell\u2019identit\u00e0 nazionale?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi sono messo a cercare tra libri, documenti, resoconti dei dibattiti parlamentari alla Costituente \u2013 in particolare sugli articoli, 49, 67, 68, 69. E mi sono ritrovato tra le mani un libro pubblicato quasi cinquant\u2019anni fa che sin dal titolo mi ha riportato mestamente ai nostri giorni: Il ventennio della pacchia. \u00c8 un libro concepito per screditare la storia della Repubblica, per vilipendere uomini e donne protagonisti della storia democratica del nostro paese. \u00c8 un libro da non leggere se non fosse un documento utile per ricostruire la storia dell\u2019avversione al Parlamento, ai partiti, ai sindacati negli anni della Repubblica, dal 1946 ad oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019ormai lontano 1971, i due autori di questo libro, edito dalla casa editrice Il Borghese, presero di mira i \u201cprivilegi\u201d ottenuti da alcuni parlamentari italiani in virt\u00f9 dei loro trascorsi politici. Con puntiglio giornalistico davano le cifre delle pensioni percepite da chi aveva trascorso in galera o al confino una parte della propria vita in seguito a condanne inflitte dal Tribunale speciale fascista o dopo le inappellabili disposizioni dei prefetti. Tra i \u201cprivilegiati\u201d citavano Luigi Longo, Maria Baroncini, Umberto Terracini e Mauro Scoccimarro. Nomi tra i tanti, ma contro questi quattro dirigenti politici si puntava l\u2019indice per denunciare prebende e favori goduti sulle spalle degli italiani. Longo, era allora segretario del Partito comunista italiano e sui suoi trascorsi di dirigente antifascista e di capo della Resistenza non occorre che mi soffermi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi \u00e8 stata Maria Baroncini lo sapremo meglio leggendo le sue memorie, recuperate nei mesi scorsi nell\u2019archivio di famiglia. Verranno pubblicate tra qualche settimana e qui mi basta dire che fu privata della libert\u00e0 per undici anni a causa della sua avversione al regime fascista. Terracini \u2013 voglio ricordarlo \u2013 aveva subito una condanna a 22 anni, 9 mesi e 5 giorni di reclusione (pi\u00f9 una multa di 11.200 lire, l\u2019interdizione perpetua dai pubblici uffici e tre anni di vigilanza speciale) nel processo che condann\u00f2 Gramsci a pi\u00f9 di vent\u2019anni di prigione. Ebbe la fortuna di scontare qualche anno in meno: torn\u00f2 in libert\u00e0 dopo 18 anni, lasciando l\u2019isola di Ventotene nell\u2019agosto del 1943, un mese dopo la caduta di Mussolini. Mauro Scoccimarro ne aveva patiti altrettanti; anche lui come Longo, Baroncini e Terracini, riacquist\u00f2 la libert\u00e0 sotto il Governo Badoglio. Divenne ministro delle Finanze e negli archivi del Partito comunista italiano si conserva una sua lettera in cui \u2013 da ministro \u2013 chiede un anticipo sullo stipendio: gli occorrevano degli occhiali che sostituissero quelli ripetutamente riparati e ormai inservibili che utilizzava da troppi anni. E il partito provvide.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quali accuse si muovevano a queste persone cinquant\u2019anni addietro? Di aver ottenuto un privilegio, cio\u00e8 una pensione che teneva conto degli anni trascorsi in stato di prigionia. Mi sono chiesto come si \u00e8 regolata la Repubblica Sudafricana nel caso di Nelson Mandela, che ha scontato 27 anni di carcere. In ogni caso, non ho dubbi che la Repubblica italiana abbia fatto bene a risarcire i perseguitati politici che furono peraltro protagonisti della rinascita del paese e della costruzione della democrazia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non intendo replicare alla campagna contro i \u201cprivilegi\u201d dei parlamentari e fare conti su pensioni e vitalizi. N\u00e9 tantomeno voglio giustificare la pensione che percep\u00ec il senatore Terracini, Presidente dell\u2019Assemblea costituente e firmatario della Costituzione italiana promulgata settant\u2019anni fa. Mi preme difendere le donne e gli uomini che hanno fatto la storia della Repubblica. Mi sono convinto che occorre reagire energicamente, mentre le risposte che si danno a chi vilipende le istituzioni e denigra la storia della Repubblica mi paiono del tutto inadeguate. Sono dell\u2019idea che se non siamo stati in grado di onorare degnamente i padri e le madri della Repubblica abbiamo il dovere di rimediare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si riduce la storia repubblicana a malcostume, malaffare e soprusi perpetrati dalle sue classi dirigenti abbiamo il dovere di reagire. Io di certo mi propongo di farlo fermamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la colpa \u00e8 dell\u2019assenza di un Pantheon condiviso, facciamolo questo monumento dedicato alla storia della Repubblica. Non dico un sacrario in pietra o in metallo, ma un moderno complesso monumentale costruito con i mezzi pi\u00f9 moderni, tecnologicamente pi\u00f9 avanzati, capace di raccontare la storia del nostro paese, pensando alle giovani generazioni, a chi la storia d\u2019Italia non la conosce e a chi ha voglia di approfondirla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raccontiamola questa storia, cos\u00ec ricca, avvincente e tragica attraverso un museo multimediale che ospiti i documenti, i filmati, le immagini, che ci restituisca i volti degli uomini e delle donne che hanno fatto la storia della Repubblica. Sarebbe un efficace antidoto contro le fandonie e i tentativi persistenti di ridurre l\u2019impegno politico all\u2019immagine falsa della \u201ccasta\u201d che si \u00e8 appropriata di potere e privilegi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In occasione del centocinquantesimo dell\u2019Unit\u00e0 abbiamo assistito a un dibattito pubblico sulla storia italiana che ha coinvolto milioni di persone nelle scuole, nelle piazze, nei teatri, nelle universit\u00e0. \u00c8 stato anche merito del Presidente Giorgio Napolitano se si \u00e8 giunti a una mobilitazione di massa che ci ha aiutato a ripensare la nostra storia e la nostra identit\u00e0. Nel 2011 ho provato a fare la mia parte, prodigandomi per la realizzazione a Roma di una mostra sulla storia del Pci \u2013 di cui ricorreva il novantesimo anniversario della fondazione \u2013 che \u00e8 stata visitata da decine di migliaia di giovani e il cui successo ci ha spinto ad allestirla anche a Livorno, Genova, Milano, Bologna, senza avere la possibilit\u00e0 di esaudire le richieste venute da numerose altre citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non volevamo celebrare un partito; abbiamo voluto soltanto raccontare un pezzo di storia del paese, ben sapendo che la storia di ogni partito, di ogni singola donna e singolo uomo, che abbiano concorso alla costruzione della democrazia merita di essere raccontata degnamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come possiamo non sentire il dovere di contrapporre alle menzogne sulla \u201ccasta\u201d la storia dei partiti di massa che hanno costruito la democrazia di questo paese, pezzo per pezzo, fin dal suo architrave costituzionale? Nel Parlamento, nei consigli provinciali e nei consigli comunali, nelle sezioni, nelle piazze di tutta Italia i partiti di massa hanno costruito e consolidato la democrazia giorno dopo giorno. Hanno reso dirigenti i contadini, gli operai, gli impiegati, i ferrovieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1945 in avanti non pi\u00f9 soltanto i grandi proprietari terrieri o gli industriali hanno avuto la possibilit\u00e0 di dedicarsi alle sorti del paese. E l\u2019impegno politico \u00e8 stato concepito da un incalcolabile numero di persone come missione, sacrificio degli affetti, rinuncia alla vita normale, abnegazione spesso totale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per i dirigenti politici, la politica \u00e8 stata anche un\u2019immane fatica. Andrebbero conteggiati \u2013 e so bene che sarebbe un calcolo anche macabro \u2013 i dirigenti politici e sindacali schiantati da un malore mentre parlavano in pubblici comizi o mentre adempivano al loro dovere. \u00c8 il caso di Giuseppe Di Vittorio, morto a Lecco dopo avere inaugurato una nuova sede della Camera del lavoro nel novembre del 1957 o di Enrico Berlinguer che riusc\u00ec a concludere in fin di vita il suo comizio a Padova nel giugno del 1984.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 da raccontare la storia tragica di questo paese e i sacrifici della sua classe dirigente. Altro che casta. Quanti sono i dirigenti politici che hanno perduto o rischiato la vita? A quanti politici non \u00e8 bastata la scorta? Quanti hanno vissuto sotto l\u2019incubo di agguati? Quanti hanno dovuto difendersi senza mezzi adeguati?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Girolamo Li Causi, anche lui per lunghi anni prigioniero di Mussolini, da deputato siciliano e da segretario regionale del Pci aveva rischiato la vita in pi\u00f9 occasioni, permanentemente vittima di minacce da parte della mafia. Il suo partito \u2013 pur a corto di strumenti idonei \u2013 doveva provvedere anche alla sua protezione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019eredit\u00e0 di Li Causi fu raccolta da Pio La Torre ucciso in un agguato mafioso nell\u2019aprile del 1982. Accanto ai giudici che hanno perso la vita lottando contro la mafia, vanno ricordati i dirigenti politici e sindacali che hanno subito la stessa sorte. Va onorata la memoria di Pier Santi Mattarella e quella di molte centinaia di dirigenti sindacali e di partito uccisi prima e dopo la strage di Portella della Ginestra. Abbiamo celebrato Aldo Moro nel centenario della sua nascita e lo stiamo onorando nel quarantennale della sua morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la storia tragica della Repubblica la si pu\u00f2 intendere appieno soltanto ricordando accanto a lui le centinaia di vittime del terrorismo: poliziotti, carabinieri, giudici, docenti universitari, giornalisti, dirigenti sindacali e politici. Penso che le giovani generazioni debbano sapere per quali ideali sono morti Guido Rossa, Roberto Ruffilli, Ezio Tarantelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel giugno del 1945, un anno prima che nascesse la Repubblica, il Parlamento italiano sent\u00ec il dovere di ricordare Giovanni Amendola, Antonio Gramsci e Giacomo Matteotti, i tre deputati vittime della persecuzione fascista: un liberale, un comunista, un socialista. A loro dedic\u00f2 quei tre busti posti nel corridoio di Montecitorio, uno dei pochi luoghi destinati a ricordare i padri dell\u2019Italia unita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019erano stati altri deputati decaduti con le leggi eccezionali fasciste del novembre del 1926 che non videro l\u2019Italia liberata dalla tirannide. Bruno Buozzi era stato ammazzato alla vigilia della liberazione di Roma dai tedeschi in ritirata. Filippo Turati era morto esule in Francia nel 1932. Come lui, il suo compagno di lotte Claudio Treves. Nel 1945, dopo la Liberazione, l\u2019Italia aveva voglia di guardare avanti. La memoria era fresca. Eppure non si poteva iniziare senza ricordare il sacrificio dei dirigenti politici che avevano combattuto per una nuova Italia. Non si poteva cominciare senza ricordare Carlo e Nello Rosselli, Giame Pintor, Eugenio Curiel \u2013 che Berlinguer volle citare nel suo ultimo comizio a Padova \u2013 e le migliaia di combattenti (studenti, operai, intellettuali, staffette) che diedero la vita nella speranza di vedere nascere un Paese democratico e finalmente libero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l\u2019elezione dell\u2019Assemblea Costituente, il ritorno alla vita politica non fu la restaurazione del vecchio ordine liberale. Per la prima volta nell\u2019aula di Montecitorio trovarono posto le donne e tantissimi giovani. Accanto ai vecchi antifascisti, i lavori della costituente furono animati da giovanissimi deputati, poco pi\u00f9 che ventenni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giuseppe Dossetti, Aldo Moro e Renzo Laconi dialogarono con De Gasperi, Togliatti, Nenni che avevano alle spalle vent\u2019anni di traversie. Intanto, i partiti di massa e i sindacati formavano le nuove classi dirigenti che avrebbero animato la vita politica nei decenni successivi. \u00c8 una storia che non si pu\u00f2 proseguire cancellando la memoria e accettando una ricostruzione risibile e offensiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia proposta non vuole essere una provocazione. Ritengo che una mostra permanente sulla storia della Repubblica sia l\u2019unico rimedio alle sciocchezze che rischiano di dar vita a un nuovo senso comune figlio della volgarit\u00e0 e dell\u2019ignoranza. Ritengo che dobbiamo impedire il dilagare di questa voglia di colpire il Parlamento e di delegittimare la politica. Di fronte a ci\u00f2 non si pu\u00f2 rimanere silenziosi!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi scuso molto per il tempo che ho sottratto al vostro alto impegno istituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con vive cordialit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sen. Ugo Sposetti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Contro le semplificazioni non sempre disinteressate, contro le mistificazioni, contro l&#8217;ignoranza della storia &#8211; in generale &#8211; e della storia della Repubblica &#8211; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[],"class_list":["post-152","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica-mente"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Populismi impopolari - Scunzajocu<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/blog.scunzajocu.it\/?p=152\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Populismi impopolari - Scunzajocu\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Contro le semplificazioni non sempre disinteressate, contro le mistificazioni, contro l&#8217;ignoranza della storia &#8211; 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